Avviso-Disposizione chiusura per allerta meteo del 16 e 17 marzo 2026
Leggi tuttoTutti gli studenti dell’Accademia sono invitati a partecipare ai 9 workshop proposti durante Performing Fest dal 7 al 14 marzo all’Ente Fiera di Catanzaro. Possono partecipare tutti gli studenti regolarmente iscritti all’anno accademico in corso.
Le assenze alle lezioni degli studenti che parteciperanno alle attività saranno giustificate.
Elenco workshop
Fotogrammetria avanzata per Videogame e Ambienti Interattivi
Dal progetto SFERA agli asset real-time
a cura di Diego Ganga
Il workshop approfondisce le tecnologie avanzate di digitalizzazione e rappresentazione del reale applicate alla produzione di videogame e ambienti immersivi, integrando fotogrammetria
tradizionale e tecniche di Gaussian Splatting per la visualizzazione neurale real-time.
A partire dal sistema SFERA, infrastruttura di acquisizione fotogrammetrica sviluppata in
ambito di ricerca applicata, verrà illustrato il processo completo che conduce dalla cattura del
dato fisico alla generazione di asset digitali ottimizzati.
Accanto al workflow classico — ricostruzione mesh, retopology, baking PBR e integrazione in
engine — sarà introdotto il paradigma del 3D Gaussian Splatting, tecnica emergente di
rappresentazione neurale che consente la visualizzazione ad alta fedeltà di scene complesse in
tempo reale, riducendo i limiti delle pipeline poligonali tradizionali in determinati contesti.
2)
8 marzo 11.00 – 13.00
AI avanzata nel workflow Videogame e Modellazione 3D
Dall’idea all’asset con l’intelligenza artificiale di Pietro Pirino
Attraverso esempi concreti e casi applicativi, verrà mostrato come l’AI possa supportare le fasi di: concept design e generazione di reference, sviluppo e ottimizzazione della modellazione 3D, creazione e variazione di texture PBR, prototipazione rapida e iterazione di asset modulari.
L’approccio adottato è tecnico e critico: l’AI viene presentata non come sostituto del progettista, ma come strumento di accelerazione e amplificazione creativa all’interno di una pipeline controllata e consapevole.
INTERAZIONI FRA CORPI: L’ATTORE E LA MARIONETTA
di Nello Costabile
Live Coding
a cura di Lorenzo Antei
Il workshop si incentra sull’errore, sull’instabilità e sui comportamenti imprevisti delle macchine.
Il codice viene scritto in tempo reale, smontato e portato fuori asse fino al punto di rottura, trasformando il processo tecnico in gesto performativo.
5)
9 – 12 marzo / live 13 marzo ore 12.00
IL CORPO CHE ANIMA
Pratiche di corpo collettivo, figura e composizione scenica
di Zaches Teatro
Il workshop si configura come un’esperienza formativa che coincide con una fase attiva di ricerca della compagnia per una nuova produzione teatrale. Il laboratorio è pensato come uno spazio in cui formazione e creazione si intrecciano, offrendo ai partecipanti l’opportunità di entrare in contatto diretto con il processo creativo della compagnia e di attraversarne le pratiche, i metodi e le domande. Al centro del lavoro vi è l’indagine sul corpo collettivo, inteso come organismo unitario composto da più corpi, capace di agire come un insieme. Il corpo collettivo viene esplorato in relazione alla figura, intesa come presenza da animare, sostenere o evocare, e come campo di tensione tra presenza e assenza scenica, tra individualità e funzione condivisa. Attraverso pratiche fisiche e vocali, i partecipanti costruiscono partiture di gesto, azione e suono, sviluppando una presenza corale fondata sull’ascolto, sul ritmo e sulla responsabilità del movimento. Le azioni fisiche e le vocalità prodotte durante il percorso vengono registrate dal vivo e rielaborate in dialogo con il compositore e sound designer, diventando materia per la costruzione del disegno sonoro. Il suono è parte integrante del processo compositivo e della scena, in relazione costante con il corpo e la figura.
10 marzo ore 10.00 – 13.00
Estetiche e pratiche della resistenza digitale
di Maurizio Lucchini
Si compone di due parti: seminario e workshop. Affronta il tema della sicurezza digitale come pratica estetica, politica e tecnica all’interno dell’artivismo e dell’attivismo contemporaneo. Attraverso l’analisi di dispositivi tecnologici, software e reti alternative, il percorso fornisce strumenti di autodifesa digitale per operare in contesti caratterizzati da sorveglianza, censura o limitazione della libertà di espressione.
7)
10 marzo ore 15.00 – 18.00
Il restauro degli oggetti software: software art, videogiochi e le sfide della conservazione digitale
a cura di Emiliano Russo, MIAI
Con la rivoluzione informatica, sempre più testimonianze storiche, documenti, opere di software art e videogiochi esistono solo come bit immateriali e fragili. Ma come si restaura ciò che non ha un corpo fisico? In questo seminario/talk, insieme a Emiliano Russo – curatore della collezione del Museo Interattivo di Archeologia Informatica (MIAI) di Cosenza – mettiamo in discussione le teorie tradizionali del restauro, nate per oggetti tangibili, applicandole a installazioni interattive, net art, software art effimere e soprattutto ai videogiochi: dall’obsolescenza hardware alla perdita dell’esperienza originaria, passando per emulazione, migrazione e dilemmi di autenticità.
8)
11 – 12 marzo
Corpo d’azione. Risonanze motorie tra BrainSound ™ e Performance Art
di Caterina Forte
Corpo d’Azione nasce come spazio di attraversamento tra pratica artistica, ricerca corporea e sperimentazione sonora. Il workshop intende il corpo non come semplice strumento esecutivo, ma come luogo di pensiero, superficie sensibile capace di apprendere, risuonare e produrre senso attraverso il movimento.
In un’epoca in cui l’esperienza è sempre più mediata, il progetto propone un ritorno radicale alla presenza: il corpo come campo di forze, come interfaccia neuroplastico-percettiva, come soglia tra intenzione, azione e ascolto.
La performance art diventa qui un territorio aperto, non spettacolare ma processuale, in cui gesto, suono e consapevolezza motoria si intrecciano generando forme temporanee, instabili, vive.
9)
11 – 12 marzo
Invisible Actions
di Giovanna Zanchetta
Nel workshop il respiro è considerato il motore primario del movimento, visibile e invisibile, dell’intenzione e dell’immaginazione. Attraverso il respiro possiamo modificare la percezione del corpo, aprendo spazi all’immaginazione nascosta nella carne. Un’esplorazione che parte all’interno, per rivelarsi all’esterno nelle più varie forme di gesti, danze e presenze.
L’improvvisazione guidata da task, poesie e immagini, è lo strumento privilegiato, in quanto permette la personalizzazione di ogni singolo esercizio: i corpi sono tutti diversi e nella danza rivelano la loro unicità. Per assicurare tale condizione, grande attenzione andrà al lavoro di gruppo con l’obiettivo di creare un clima sicuro, positivo e di cura reciproca.
Elenco performance
1)
Go phutholola
di Lerato Shadi
preparazione 11 – 13 marzo / performance 14 marzo
Il lavoro proposto è un’azione performativa a più fasi che coinvolge un gruppo di studenti che, nel corso del tempo, ripetono un gesto semplice. Il lavoro si svolge attraverso una struttura a staffetta: i partecipanti si spostano individualmente sul palco, avvolgono una pietra con della lana rossa e la trasmettono a un altro partecipante, che continua l’azione.
La performance si sviluppa attraverso l’accumulo e il trasferimento, più che attraverso lo spettacolo, con l’artista presente come autore e facilitatore, non come corpo performativo. Una proiezione video monocanale accompagna l’azione dal vivo, senza narrazione né interazione diretta. Il lavoro è concepito come una performance sensibile al contesto, in grado di adattarsi alle dimensioni e al ritmo dello spazio, privilegiando l’attenzione, la ripetizione e la moderazione.
2)
Gastronomy Beyond Earth: Dinners for Astronauts + Space Enthusiasts
di Victoria Vesna
preparazione 11 – 13 marzo / performance 14 marzo
Una cena performativa che esplora l’oro, il viaggio nello spazio, il valore, la scarsità e il desiderio — dall’atomico al cosmico. Questa cena è preparata sulla Terra. È una prova generale per pasti pensati per coloro che possono permettersi di lasciarla.
Cuciniamo, impiattiamo e serviamo dall’interno della gravità, della scarsità e dell’instabilità climatica — mentre immaginiamo menu per futuri turisti spaziali, protetti da ricchezza, tecnologia e distanza. L’Atomic Gold Standard non è una previsione. È una prova pratica.
